martedì 9 marzo 2010

DA OGGI, IN MOSTRA A NAPOLI LA WOODSTOCK DI LEVINE

Di Diego Del Pozzo

Da oggi, il megastore La Feltrinelli - Libri e Musica di Napoli ospita una bella mostra fotografica di Barry Z. Levine, interamente dedicata al megaraduno rock di Woodstock. Con i suoi scatti, il grande fotografo riesce a farci rivivere l'incredibile atmosfera di quei giorni, attraverso i volti e i corpi degli artisti e degli spettatori di un evento che, nell'agosto 1969, cambiò per sempre la storia della musica rock e, grazie al film che lo documentò, anche quella del cinerock.
Nelle foto di Levine (una è riprodotta qui a lato) si possono ammirare le facce del pubblico scottate dal sole, i tecnici che si arrampicano sulle impalcature prima del concerto, rockstar come Jimi Hendrix e le tante altre che deliziarono le centinaia di migliaia di giovani presenti a quegli indimenticabili tre giorni di pace, amore e musica.
E, su Woodstock, ecco ciò che scrive Vincenzo Esposito nel suo bellissimo saggio intitolato Dalla Terra alla Luna e incluso nel libro Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, curato da me e da lui per l'editore Liguori e presentato a inizio mese sempre alla Feltrinelli di Napoli: "Lontana dalla West Coast, una folla sterminata di persone (cinquecentomila, forse più) assistette, per tre giorni, a una serie lunghissima di numeri musicali: Joan Baez, Jefferson Airplane, Joe Cocker, Country Joe and the Fish, Richie Havens, Crosby Stills & Nash, The Who, Santana, Canned Heat, Creedence Clearwater Revival, Janis Joplin, Jimi Hendrix e altri ancora. "Una esposizione sotto il segno dell'Acquario", così recitava la locandina dell'epoca. Il sogno americano, dopo aver toccato il suo punto più occidentale con Monterey, stava tornando indietro, verso Est, come nel viaggio di Easy Rider, dove i due motociclisti Wyatt e Billy vanno alla ricerca di un sogno, che però non riescono a trovare, forse proprio perché lo rincorrono ad Oriente. A Est invece che a Ovest, quindi, ma soprattutto in campagna invece che in città. In quest'ultimo aspetto risiede una delle peculiarità di Woodstock: la grande comunità hippie si assiepò nell'enorme distesa verde della fattoria di Max Yasgur configurandosi come un popolo in fuga dalla città, in cerca di un consesso spirituale con la Natura e di un'utopica società pre-capitalistica e pre-tecnologica. Una materia che si annunciava epica, e che il documentario di Michael Wadleigh ha avuto il merito di saper rappresentare. [...] Attraverso l'uso frequente della pratica dello split-screen (cioè dello schermo occupato contemporaneamente da due o più inquadrature), Wadleigh intende rappresentare qualcosa di "irrappresentabile", un evento che è stato "troppo grande per il mondo", e che quindi rischia di essere troppo grande anche per il cinema. Lo split-screen è il cuore del film, ne scandisce il ritmo dall'interno, liberando la narrazione dalla tradizionale logica dei raccordi tra inquadrature. Esse, al contrario, fluiscono liberamente e parallelamente, talvolta ignorando le strutture spazio-temporali. [...] Woodstock è davvero un vortice atemporale, un presente immanente che, nel tentativo di rappresentare il futuro col meccanismo della reiterazione, pietrifica il sogno in mito. Nel documentario di Wadleigh sembra proprio che la Woodstock Nation sia finita in un "fuori orario" mitologico [...]".
Naturalmente, il saggio di Vincenzo Esposito è molto più lungo, in quanto propone un originale e informatissimo percorso storico-critico lungo le mutazioni della cultura giovanile di fine anni Sessanta nella breve stagione compresa tra gli eventi rock di Monterey e dell'Isola di Wight. Tornando a Woodstock, invece, qui di seguito potete gustarvi il trailer dello straordinario cofanetto "con le frange" - chi ce l'ha sa a cosa mi riferisco - pubblicato l'anno scorso in occasione del quarantesimo anniversario del mega-raduno. Chi può non esiti a procurarselo, perché è davvero imperdibile...

lunedì 8 marzo 2010

OSCAR 2010: ...AND THE WINNER IS... KATHRYN BIGELOW

Di Diego Del Pozzo

Stanotte, per la prima volta nella sua storia, Hollywood ha premiato una donna con l'Oscar per la miglior regia. Si tratta di Kathryn Bigelow, la cineasta che ha fatto dell'adrenalina una forma d'arte, dandole al tempo stesso nuovi significati.
Kathryn e il suo The Hurt Locker hanno conquistato altre cinque statuette, tra le quali quella principale per il miglior film, sconfiggendo l'ex marito James Cameron e il suo "mostruoso" Avatar.
Qui su Rock Around the Screen esultiamo, perché Kathryn Bigelow è una regista molto, molto rock. Basti pensare al suo straordinario Strange Days di qualche anno fa. Di questo film ripropongo, qui sotto, il bellissimo trailer, l'emozionante e romantico finale (in italiano) e la trascinante performance musicale della futura rockstar Juliette Lewis (che canta Hardly Wait di P.J. Harvey).
Grande Kathryn!!!



sabato 6 marzo 2010

QUANDO DE NIRO COPIO' DAL BOSS

Di Diego Del Pozzo

C'è un aneddoto persino più gustoso degli altri, all'interno dell'imperdibile libro scritto dal "mitico" Clarence Clemons assieme a Don Reo e recentemente pubblicato anche in Italia da Arcana. Il carismatico sassofonista della E-Street Band, infatti, nel suo Big Man - Storie vere & racconti incredibili (345 pagine, 22 euro) rivela - oltre alla vera origine del nome della leggendaria band - anche un retroscena riguardante Robert De Niro, il quale rivela: "Copiai Springsteen per Taxi Driver".
Il riferimento è alla famosa scena della pellicola di Martin Scorsese, nella quale De Niro ripete ossessivamente davanti allo specchio "Ma dici a me? Ma dici a me?". Ebbene, a quanto racconta Clemons, quella frase l'attore la rubò proprio a Bruce Springsteen. Nel libro, che vanta una prefazione del Boss in persona, il sassofonista rievoca l'incredibile confidenza fattagli da De Niro, che gli chiese di custodirla per ben venticinque anni.
Così, soltanto oggi "Big Man" ha deciso di svelare come l'attore gli confessò di aver "rubato di sana pianta" da Springsteen una delle più famose frasi della storia del cinema: "L'ha fatto in concerto. A un certo punto - gli disse De Niro - c'è il pubblico completamente in delirio, sono tutti in piedi a gridare, a chiamarlo per nome. Lui si ferma sotto la luce di un riflettore e, senza scomporsi di un millimetro, fa: Ma dite a me?. Poi si guarda intorno, come per assicurarsi che non ci sia nessun altro, e ripete la domanda: Ma dite a me? A Me? Con chi state parlando? Dite a me?. Fu geniale".

venerdì 5 marzo 2010

IL BOOKTRAILER DI "ROCK AROUND THE SCREEN"

Qui di seguito potete guardare il booktrailer di Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, il libro a cura di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito edito da Liguori. Il video, proiettato con successo martedì sera alla Feltrinelli - Libri e Musica di Napoli in occasione della prima presentazione del volume, è stato realizzato dalla Scuola di Cinema e Fotografia di Napoli Pigrecoemme. Buona visione!

giovedì 4 marzo 2010

GRANDE SUCCESSO ALLA FELTRINELLI PER IL NOSTRO LIBRO

Successo oltre le più rosee previsioni, martedì sera al megastore La Feltrinelli - Libri e Musica di Napoli, per la prima presentazione di Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, il libro a cura di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito edito da Liguori.
Bel clima, tanto pubblico attento e partecipe, con la sala strapiena e la gente seduta persino a terra e lungo la scala. Molto apprezzato il video realizzato dalla Scuola di Cinema e Fotografia Pigrecoemme, così come gli interventi di Valerio Caprara e della moderatrice Teresa Mancini, presenti al tavolo assieme ai due curatori.
Sono intervenuti anche tutti gli autori napoletani dei vari saggi: Alberto Castellano, Giacomo Fabbrocino, Rosario Gallone, Michelangelo Iossa, Fabio Maiello, Corrado Morra e Antonio Tricomi. Assenti giustificatissimi, in quanto residenti altrove in Italia, gli altri tre saggisti Simone Arcagni, Bruno Di Marino e Giandomenico Curi, comunque salutati con un applauso dal folto pubblico presente in sala.
Qui di seguito, ecco un po' di scatti, amatoriali, di questa piacevolissima serata (In ordine, dall'alto verso il basso: la sala quasi piena poco prima dell'inizio; un dettaglio della copertina del libro; un momento dell'incontro; due gruppi con i curatori Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito - entrambi col libro in mano -, gli autori dei vari saggi, più il relatore Valerio Caprara e la moderatrice Teresa Mancini).

mercoledì 3 marzo 2010

ALICE, IL ROCK E IL CAPPELLAIO MATTO

Di Diego Del Pozzo

Anche il film del momento, cioè Alice in Wonderland del geniale Tim Burton, civetta "alla grande" con l'universo pop-rock. E, d'altra parte, non poteva che essere così, se si pensa a cosa è il cinema del regista di Burbank e a quanto l'opera di Lewis Carroll abbia influenzato, nei decenni, l'immaginario rock. Sull'argomento consiglio questo bell'articolo di Francesco Prisco pubblicato oggi sul sito del Sole 24 Ore.E, per chi volesse approfondire ulteriormente, lo stesso Prisco propone un elenco delle principali rockstar che hanno, in qualche modo, omaggiato Carroll e la sua Alice con la propria opera e, spesso, con la propria stessa vita: Dai Beatles a Syd Barrett, dai Jefferson Airplane ai Cream, da Tom Waits ai Korn e a tanti altri ancora, del passato e del presente.
Proprio nel caso di Barrett, è giusto parlare di influenza profonda sulla sua stessa esistenza, in quanto il fondatore e leader dei primi Pink Floyd, a un certo punto del proprio cammino, decise di trasformare se stesso in un autentico personaggio di Alice in Wonderland, con tutto ciò che questo potè comportare sul suo già fragile equilibrio psichico. Nel 1970, infatti, un Syd sempre più alienato e intimamente psichedelico "divenne" il Cappellaio Matto quando pubblicò il suo visionario esordio solista, carrolliano sin dal titolo: The Madcap Laughs ("Il Cappellaio Matto ride"). Peccato, però, che Syd Barrett non riuscirà più a riattraversare lo specchio della follia e a tornare indietro: chissà, infatti, quali e quanti altri capolavori avrebbe potuto regalare al nostro mondo al di qua dello specchio.

lunedì 1 marzo 2010

DOMANI SI PRESENTA "ROCK AROUND THE SCREEN"

Domani pomeriggio, alle ore 18, presso il megastore La Feltrinelli - Libri e Musica di piazza dei Martiri a Napoli, è in programma la presentazione del volume Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, a cura di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito (Liguori Editore).
Interviene lo storico del cinema Valerio Caprara; coordina la giornalista Teresa Mancini. Saranno presenti i due curatori, gli autori dei vari saggi e il direttore della collana Cinema e Storia Pasquale Iaccio. E' prevista la proiezione di un video realizzato in collaborazione con la Scuola di Cinema e Fotografia di Napoli Pigrecoemme.
"A metà anni Cinquanta, il rock - spiegano i curatori Del Pozzo ed Esposito - determina una svolta epocale nel rapporto tra cinema e popular music. Il nostro libro esplora proprio questo affascinante intreccio attraverso saggi e interviste esclusive a registi rock come Julien Temple e Carlo Verdone e a musicisti come Gaetano Curreri e Fabio Liberatori".
Le interviste sono realizzate da Fabio Maiello, mentre i saggi sono, oltre che dei due curatori, di Simone Arcagni, Alberto Castellano, Giandomenico Curi, Bruno Di Marino, Giacomo Fabbrocino, Rosario Gallone, Michelangelo Iossa, Corrado Morra e Antonio Tricomi.
Ovviamente, chi fosse a Napoli si faccia vedere, perché più siamo e meglio è...