sabato 17 luglio 2010

INTERVISTA ESCLUSIVA A MIKE STOLLER (PER "IL MATTINO")

Di Diego Del Pozzo
(Il Mattino - 17 luglio 2010)

Una leggenda della musica americana del Novecento: la definizione non è esagerata, se riferita a un autore come Mike Stoller, il grande compositore e produttore settantasettenne - membro dal 1985 della Songwriters hall of fame e dal 1987 della Rock 'n' roll hall of fame - che, assieme al coetaneo Jerry Leiber, ha formato la leggendaria coppia capace di firmare hit immortali come Jailhouse rock, Hound dog, Stand by me, Kansas city, Charlie Brown e decine di altre, rivestendo un ruolo fondamentale, tra l'altro, anche nell'esplosione di Elvis Presley. Stoller sarà premiato stasera, al Regina Isabella di Lacco Ameno, col William Walton music legend award attribuitogli nell'ambito dell'ottava edizione dell'Ischia Global Film & Music Fest che terminerà domani.
La presenza al festival prodotto da Pascal Vicedomini offre l'occasione per ripercorrere una parabola artistica inimitabile, a partire da metà anni Cinquanta, quando il rock 'n' roll cambiò per sempre la cultura giovanile statunitense e mondiale. "In quel processo - racconta Stoller - Elvis ha avuto un ruolo fondamentale, perché quando apparve fu come un vero e proprio ciclone che travolse la società americana. All'epoca, infatti, la musica popolare era ancora molto segregata, con dischi per il pubblico bianco e altri, quelli più eccitanti e innovativi, per la platea di colore. Io e Jerry, in quel periodo, scrivevamo prevalentemente rhythm 'n' blues per artisti neri. La grande innovazione di Elvis fu di portare al pubblico bianco quelle sonorità così trasgressive. Ha cambiato per sempre i gusti musicali dei teenager, influenzando tutto ciò che è venuto dopo".
Quando fu che Elvis entrò a far parte delle vostre vite?
"Nel 1956. Ebbi un viaggio in nave, di ritorno dall'Europa, a dir poco accidentato, perché ero a bordo dell'Andrea Doria quando affondò e riuscimmo a raggiungere New York solo grazie a un mercantile. Appena giunto in città, trovai il mio socio Jerry Leiber che mi stava aspettando al porto, per parlarmi di questo ragazzo bianco che stava spopolando con una sua versione di Hound dog, il brano che noi avevamo scritto nel 1952 per Big Mama Thornton".
Poco dopo, incontraste Elvis e diventaste i suoi autori di fiducia.
"Sì, l'anno dopo, in occasione dei suoi film Loving you e Jailhouse rock, per i quali scrivemmo diversi brani tra i quali i due che davano il titolo alle pellicole. Fummo convocati dal produttore musicale e ci trasferimmo da Los Angeles a New York, dove avremmo dovuto lavorare sui copioni. Io e Jerry, però, eravamo più interessati a girare per locali e ascoltare gli artisti straordinari che suonavano in quel periodo in città. Così, quando il produttore tornò in albergo da noi per i brani e gli dicemmo che avrebbe dovuto attendere un po', decise di piazzare un divano davanti alla nostra porta, bloccandoci lì dentro. Allora, anche per liberarci di lui, scrivemmo in cinque ore le quattro canzoni del film Jailhouse rock: la title track, Treat me nice, (You're so square) Baby I don't care e I want to be free, che era ironicamente riferita proprio a noi due e a quella nostra strana prigionia".
Da quel momento, otteneste la piena fiducia del "king of rock 'n' roll". Come mai, qualche anno dopo, la vostra collaborazione terminò?
"Dopo Jailhouse rock, Elvis ci chiamò per tutte le sue successive sessioni di registrazione. E, visto lo straordinario successo delle canzoni che scrivevamo per lui, diceva che io e Jerry eravamo la sua "buona stella". Probabilmente, però, questa nostra eccessiva vicinanza a lui fu la causa della nostra separazione, causata da forti attriti col suo manager, il colonnello Parker. Ci accusò di voler influenzare troppo la carriera di Elvis e ci minacciò dicendoci che dovevamo smetterla di lavorare con lui. A me è dispiaciuto, perché l'influenza di Parker su Elvis gli ha poi impedito di partecipare a progetti cinematografici di qualità, per i quali aveva il giusto talento, bloccandolo durante gli anni Sessanta in quei filmetti tutti uguali ma molto remunerativi".
Ma, secondo lei, Elvis Presley è davvero il "re" del rock 'n' roll?
"Sicuramente è stato uno dei re. Però, secondo me, il più grande di tutti è stato Little Richard".
In questi ultimi anni, lei si è dedicato molto ai musical teatrali. A cosa sta lavorando attualmente?
"Sto allestendo due progetti per il prossimo anno a Broadway: uno assieme a Jerry, sulla vita di Oscar Wilde; l'altro da solo, con brani nuovi composti per l'occasione. Ovviamente, però, continuo a godermi il successo di Smokey Joe's cafè, che dal 1995 a oggi, grazie ai tanti nostri classici inclusi nella colonna sonora, s'è conquistato il titolo di musical con la più lunga tenitura della storia di Broadway".

martedì 6 luglio 2010

CINEROCKSTAR D'EPOCA: ENRICO CARUSO

Quello immortalato qui sopra è un Enrico Caruso molto rock in una scena di My Cousin (Edward Josè, 1918), l'unico film da lui interpretato sopravvissuto fino a oggi. Il film è stato proiettato nei giorni scorsi, in copia restaurata, nell'ambito del festival Il Cinema Ritrovato, organizzato dalla Cineteca di Bologna. Qui sotto, invece, si può ammirare Caruso in tutto il suo splendore rock "ante litteram", in una foto proposta all'interno della mostra intitolata Starring Caruso. Il tenore nel cinema muto, curata da Giuliana Muscio e allestita nella sala espositiva della Cineteca fino al 29 ottobre.

mercoledì 16 giugno 2010

AD AGOSTO I PRIMI CIAK DEL FILM ROCK DI SORRENTINO

Di Diego Del Pozzo

Arrivano ulteriori conferme sull'avvio delle riprese di This Must Be the Place, il rock movie col quale farà il suo debutto in lingua inglese il regista napoletano Paolo Sorrentino (Le conseguenze dell'amore, Il divo).
Dunque, il set si aprirà ad agosto a Dublino, per poi spostarsi negli Stati Uniti. Il film racconterà la vicenda di Cheyenne, rockstar annoiata interpretata dal due volte Premio Oscar Sean Penn, il quale scopre che il padre, col quale non ha alcun rapporto da molti anni, sta morendo. Cheyenne tenta di riconciliarsi con l'uomo, ma, arrivato troppo tardi, ricostruirà pian piano le umiliazioni subìte dal padre anni prima ad Auschwitz. Frances McDormand (a sua volta vincitrice di un Oscar per Fargo dei fratelli Coen) sarà accanto a Penn, che nel film intraprenderà un lungo viaggio per ritrovare il persecutore del padre e, al tempo stesso, per guardare meglio nel profondo del suo essere.

sabato 12 giugno 2010

ESCLUSIVA: DEMME E NEIL YOUNG DI NUOVO ASSIEME

Di Diego Del Pozzo

Jonathan Demme e Neil Young saranno ancora una volta al lavoro assieme, per un nuovo rockumentary che completerà la loro "trilogia live" dopo Heart of Gold (qui sotto, un momento dell'esibizione di Young) e Trunk Show: il grande regista di Philadelphia e Il silenzio degli innocenti mi ha regalato questa autentica "chicca" a margine della conferenza stampa partenopea di giovedì pomeriggio al Napoli Film Festival, quando l'ho avvicinato, assieme a un paio di amici, per regalargli una copia autografata del nostro libro Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop e per approfondire con più calma alcuni concetti appena sfiorati durante la suddetta conferenza stampa. Ebbene, a un certo punto, il grande Jonathan mi ha raccontato quanto segue: "Proprio lunedì, mi sono sentito telefonicamente con Neil Young e abbiamo deciso di realizzare un nuovo rockumentary subito dopo l'estate. Sarà un film-concerto che girerò in 3D, con un'illuminazione molto particolare e con grande attenzione agli effetti sonori in dolby surround. Lo realizzeremo a settembre, durante il nuovo tour di Neil, all'interno di un teatro di una località costiera della Louisiana o del Mississippi, anche come segnale di vicinanza e sostegno nei confronti delle popolazioni di quegli Stati, colpite così duramente dalla marea nera che sta devastando la natura in queste settimane. Il nostro nuovo rockumentary completerà la trilogia che comprende già Heart of Gold e Trunk Show e sarà girato durante due serate consecutive, nella stessa location. Il set di Neil sarà per metà acustico e per metà elettrico e io cercherò di restituire nella migliore maniera possibile sia l'atmosfera e le sensazioni del palco sia ciò che accadrà di volta in volta dietro le quinte. Penso che anche questa volta ci divertiremo molto, così come è successo nelle due precedenti occasioni. D'altra parte, per me i film-rock sono la cosa più eccitante che mi possa capitare di girare".
Di tutto ciò, Jonathan Demme non aveva fatto cenno nella conferenza stampa appena terminata e, infatti, non ve ne è stata traccia nei resoconti presenti sui quotidiani del giorno dopo (tranne un velocissimo accenno all'interno dell'articolo realizzato dal mio amico Alberto Castellano - pure lui presente all'intervista privata - per Il Mattino di Napoli). Insomma, stavolta i miei blog hanno fatto lo scoop!
Nel corso della conferenza stampa "ufficiale", Demme aveva confermato anche i suoi due prossimi progetti cinematografici "di fiction": il cartone animato Zeitoun, tratto dall'omonimo romanzo-reportage di Dave Eggers appena tradotto in Italia da Mondadori; e la commedia The Angriest Man in Brooklyn con Jeff Bridges. Ma la notizia più succosa sarebbe arrivata di lì a qualche minuto...

mercoledì 9 giugno 2010

C'ERANO UNA VOLTA GLI ANNI '80: "CALL ME" DI BLONDIE

Di Diego Del Pozzo

Sbigottito e turbato di fronte al recente remake realizzato dalle "mitiche" Sabrina Salerno e Samantha Fox, ho deciso di recuperare la versione originale del super-classico Call Me di Blondie, certamente una tra le dieci canzoni pop simbolo degli anni Ottanta, così come il film nella cui colonna sonora il brano è incluso: American Gigolo (1980) di Paul Schrader con Richard Gere.

Per gli amanti del trash-pop riesumato direttamente dagli Eighties, invece, basta cliccare qui.

martedì 8 giugno 2010

THE NEW PORNOGRAPHERS IN "YOUR HANDS"

Qui sotto, ecco il divertente video di Your Hands, trascinante primo singolo tratto da Together, il nuovo album dei canadesi New Pornographers, la superband di Vancouver della quale fa parte anche Neko Case. Buon divertimento! (d.d.p.)

lunedì 7 giugno 2010

JONATHAN DEMME GIOVEDI' AL NAPOLI FILM FESTIVAL

Jonathan Demme sarà a Napoli giovedì per partecipare al Napoli Film Festival. Naturalmente, ci sarà modo di parlare anche del suo rapporto profondo e sentitissimo col rock.
Qui di seguito, mi piace proporre il trailer del suo più recente rockumentary, ancora una volta dedicato a Neil Young dopo Heart of Gold. Buona visione! (d.d.p.)